Legge regionale 1/2000

CAPO III

CRITERI DI ATTUAZIONE DEL TITOLO X DEL DECRETO LEGISLATIVO 114/98 E DIRETTIVE

GENERALI PER IL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE

 Art. 23 - Finalità

1. I criteri e le direttive regionali perseguono le seguenti finalità:

a) garantire una presenza del commercio su aree pubbliche rispondente alle esigenze dei consumatori con

mercati giornalieri o periodici dimensionati e ubicati in modo tale da garantire al consumatore la possibilità di

scelta in un ambito concorrenziale;

b) assicurare che gli insediamenti del commercio su aree pubbliche in sede fissa, o l'esercizio dell'attività in

forma itinerante, siano integrati nel modo migliore possibile con altre forme distributive ed eventualmente,

con altri servizi e attrezzature, e siano coerenti con un ordinato assetto urbano e rispettino le esigenze di

carattere igienico-sanitario;

c) far si che lo svolgimento del commercio su aree pubbliche avvenga di norma entro mercati organizzati e

ubicati in sede propria ed attrezzata;

d) favorire la pedonalizzazione delle aree urbane in cui si svolgono i mercati al fine di evitare fenomeni di

congestione del traffico veicolare.

 Art. 24 - Rilevazione della situazione del commercio su aree pubbliche

1. I Comuni, annualmente, con l'ausilio della modulistica predisposta dalla Regione, devono provvedere ad

effettuare:

a) la rilevazione delle autorizzazioni in essere rilasciate dal Comune, distinte per tipo, settore merceologico e

caratteristiche ubicazionali;

b) l'indicazione dei mercati, fiere e sagre esistenti nel territorio comunale specificando per ciascuno la

relativa periodicità, l'organico dei posteggi, la planimetria;

c) la rilevazione del numero dei posteggi, distinti, là dove è previsto dall'atto istitutivo, per settore alimentare

ed extraalimentare, la superficie e le caratteristiche urbanistiche dell'area occupata, nonché le altre

caratteristiche come impianti, attrezzature, etcetera.

2. La rilevazione dovrà essere obbligatoriamente condotta attraverso schede conformi ai modelli predisposti

dal Servizio programmazione Commerciale della Giunta Regionale, onde consentire alla Regione la più

rapida elaborazione e rappresentazione globale dei dati su scala territoriale.

 Art. 25 - Atti predisposti dai Comuni

1. Gli atti predisposti dai Comuni in materia di commercio su aree pubbliche devono prevedere:

a) norme sull'esercizio del commercio su aree pubbliche, sia a posto fisso che in forma itinerante nel rispetto

delle presenti direttive regionali;

b) disciplina urbanistica per le aree attrezzate, con posteggi in concessione e coordinamento con gli

strumenti urbanistici generali e particolareggiati;

c) indicazione delle zone nelle quali non può essere esercitato il commercio su aree pubbliche in forma

itinerante e di quelle sulle quali tale forma di commercio è soggetta a particolari limitazioni;

d) individuazione degli spazi relativi alla vendita da parte dei produttori agricoli.

 Art. 26 - Regolamento per il commercio su aree pubbliche

1. I Comuni sono tenuti ad adottare, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, un

regolamento che disciplini l'esercizio del commercio su aree pubbliche in conformità alle presenti direttive ed

alle disposizioni di legge e regolamenti. Il regolamento deve, tra l'altro, contenere:

a) le modalità di svolgimento del commercio itinerante;

b) le modalità di svolgimento del commercio su aree pubbliche a posto fisso, esplicitando, tra l'altro:

1) la tipologia del mercato o fiera locale (mercato rionale, mercato periodico, fiera-mercato o sagra);

2) gli estremi degli atti istituzionali di conferma o di nuova istituzione del mercato;

3) le giornate e gli orari di svolgimento;

4) le modalità di eventuale sospensione del mercato o fiera locale, ai sensi e con le modalità previste dalle

presenti direttive;

5) il richiamo della localizzazione, della configurazione e dell'articolazione del mercato, ossia la specifica

planimetria dell'area con indicazione della tipologia di ogni singolo posteggio;

6) le modalità di accesso degli operatori e la sistemazione delle attrezzature di vendita;

7) descrizione della circolazione pedonale e veicolare e ubicazione dei parcheggi;

8) modalità di tenuta e consultazione del ruolino di mercato, ossia della pianta organica con indicati i dati di

assegnazione di ogni concessione, il settore merceologico, la superficie assegnata e la data di scadenza;

9) modalità di assegnazione dei posteggi temporanei (ruolino di spunta);

10) richiamo delle modalità di pagamento delle varie tasse e tributi comunali relativi allo smaltimento dei

rifiuti solidi e al canone per la concessione del posteggio;

11) richiamo dei criteri per il rilascio, la sospensione, la scadenza e la rinuncia dell'atto di concessione del

posteggio;

12) definizione di corrette modalità di vendita e pubblicità dei prezzi;

13) definizione delle sanzioni pecuniarie accessorie;

14) composizione della eventuale commissione di mercato, le cui finalità sono esclusivamente di carattere

informativo, consultivo e propositivo tra operatori e amministrazione comunale;

15) richiamo delle modalità di subingresso;

16) richiamo delle norme igienico sanitarie per la vendita di generi alimentari;

17) modalità di registrazione delle assenze;

18) richiamo dei criteri per l'assegnazione dei posteggi riservati ai produttori agricoli, nonché modalità di

accesso degli stessi produttori;

19) richiamo delle modalità di esercizio dell'attività sulle aree demaniali marittime;

20) le comunicazioni che i commercianti su aree pubbliche devono effettuare al Comune anche in relazione

a quanto stabilito nelle presenti direttive.

 Art. 27 - Rilascio delle autorizzazioni di tipo A

1. Le autorizzazioni per il commercio su aree pubbliche sono rilasciate per i settori merceologici previsti dalla

normativa nazionale.

2. Ai fini del rilascio di autorizzazioni di tipo A, ossia mediante l'utilizzo decennale di un posteggio che abilita

anche all'esercizio in forma itinerante nell'ambito del territorio regionale: i Comuni sede di posteggio devono

far pervenire alla Regione, Settore Sviluppo e Promozione delle Attività Commerciali, entro il 30 luglio di ogni

anno, il numero dei posteggi resisi disponibili nei mercati periodici, compresi quelli stagionali, specificandone

la periodicità, il numero identificativo, la superficie ed eventualmente l'appartenenza al settore alimentare o

extralimentare o la specifica tipologia se trattasi di mercato specialistico e se prevista nell'atto istitutivo del

mercato a cui si riferiscono.

3. Entro 45 giorni la Regione rende pubblico sul BURC l'elenco dei posteggi disponibili, nonché il modello del

bando a cui i Comuni devono uniformarsi.

4. Entro 20 giorni dalla data di pubblicazione sul BURC dello specifico Bando Comunale, gli operatori

devono trasmettere per raccomandata le domande di partecipazione ai bandi ai Comuni sede di posteggi. I

Comuni sedi di posteggio espleteranno i bandi provvedendo, in conformità ai criteri di assegnazione, alla

pubblicazione sul BURC della relativa graduatoria contenente l'elenco dei nominativi degli aventi diritto e

delle eventuali riserve agli idonei.

5. Il Comune sede di posteggio provvederà sulla base del provvedimento di assegnazione dei posteggi a

rilasciare la relativa autorizzazione, dandone notizia al Comune di residenza dell'operatore ai fini della

gestione di uno specifico archivio che consente il controllo di tutta l'attività di ogni singolo operatore e delle

eventuali modifiche della stessa.

6. L'operatore ha facoltà di chiedere che gli siano rilasciati tanti provvedimenti autorizzatori per quanti sono i

posteggi concedibili.

7. La validità e gli effetti giuridici della concessione del posteggio sono tassativamente subordinati alla

annotazione e al rilascio del titolo autorizzatorio da parte del Comune competente e non può essere ceduta,

a nessun titolo, disgiuntamente dall'autorizzazione.

8. Entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, i Comuni, in cui localizzati i posteggi, convertono

d'ufficio in autorizzazioni di cui all'art. 28 comma 1 lett. a) del Decreto Legislativo 114/98 le autorizzazioni e

le relative concessioni già rilasciate agli operatori su posteggi in base alla normativa preesistente.

 Art. 28 - Rilascio delle autorizzazioni di tipo B

1. Al rilascio di nuove autorizzazioni per il commercio su aree pubbliche di tipo B, ossia itineranti su tutto il

territorio nazionale, provvede il Comune di residenza dell'operatore.

2. Uno stesso operatore può essere in possesso di una sola autorizzazione di tipo B.

3. La nuova autorizzazione di tipo B, nei casi di subingresso, viene rilasciata al subentrante dal Comune di

residenza dello stesso.

4. Le richieste pervenute in Regione dall'1 gennaio 1999 verranno inviate al Comune di residenza del

richiedente o al Comune capoluogo di Regione, all'uopo delegato, per i residenti al di fuori del territorio

regionale, per essere istruite e decise ai sensi della presente normativa.

5. Entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, i Comuni competenti convertono d'ufficio in

nuove autorizzazioni di cui all'art. 28, comma 1, lett. b, del decreto Legislativo 114/98 le relative

autorizzazioni già rilasciate ai sensi della normativa preesistente.

 Art. 29 - Modificazioni del contenuto merceologico della autorizzazione

1. La modificazione dell'autorizzazione relativamente al numero o ai settori merceologici è assentita, dal

Comune che ha in carico la stessa, previa verifica del possesso dei requisiti soggettivi da parte

dell'operatore richiedente.

Art. 30 - Cambiamento di residenza degli operatori su aree pubbliche

1. In caso di trasferimento di residenza dell'operatore, al Comune di nuova residenza vanno trasmessi tutti i

dati concernenti l'operatore connessi all'archivio di cui al comma 5 dell'art. 27 della presente legge.

 Art. 31 - Tasse regionali e comunali

1. Sono abolite tutte le tasse di rilascio e di rinnovo delle autorizzazioni, sia regionali che comunali.

 Art. 32 - Norme sull'esercizio dell'attività

1. L'esercizio del commercio su aree pubbliche è subordinato al rispetto delle condizioni e delle modalità

stabilite dal Consiglio Comunale nel rispetto dei criteri fissati dalle presenti direttive.

2. Nella propria deliberazione il Comune individua le zone aventi valore archeologico, storico, artistico ed

ambientale nelle quali l'esercizio del commercio su aree pubbliche è vietato o sottoposto a particolari

restrizioni ai fini della salvaguardia delle zone predette.

3. Possono essere stabiliti divieti e limitazioni all'esercizio anche per comprovati motivi di viabilità, di

carattere igienico - sanitario, o di pubblica sicurezza.

4. E' vietato porre limitazioni e divieti per l'esercizio dell'attività, disciplinata dalle presenti direttive, al fine di

creare zone di rispetto e tutela della posizione degli operatori in sede fissa.

5. L'operatore commerciale su aree pubbliche che esercita l'attività in forma itinerante, deve esercitare la

stessa al di fuori delle aree di mercato e ad una distanza minima di 500 metri delle stesse.

6. Gli stessi possono sostare nelle aree appositamente predisposte nei modi e nei tempi previsti dal

regolamento comunale. L'autorizzazione deve essere esibita ad ogni richiesta degli organi di vigilanza.

L'operatore commerciale su aree pubbliche può farsi sostituire, nell'esercizio dell'attività, esclusivamente da

chi sia in possesso dei requisiti di cui all'art. 5 del Decreto Legislativo 114/98, salvo il caso di sostituzione

momentanea per la quale può essere delegato anche un soggetto privo dei requisiti prescritti, purché socio

familiare coadiuvante o dipendente.

7. E' vietata qualsiasi discriminazione connessa al rilascio delle autorizzazioni o all'espletamento dell'attività

in relazione a nazionalità, sesso, religione, regione, provincia o comune di provenienza.

 Art. 33 - Autorizzazioni stagionali

1. Le autorizzazioni stagionali sono rilasciate dal Sindaco del Comune di residenza dell'operatore, riferite ad

un periodo di tempo, anche frazionato, non inferiore a sessanta e non superiore a centottanta giorni, che può

comprendere anche periodi di anni diversi, nel rispetto delle modalità stabilite dalla presente normativa.

 Art. 34 - Adempimenti per l'inizio dell'attività

1. I commercianti su aree pubbliche al fine del rilascio dell'autorizzazione devono comprovare anche

mediante autocertificazione, per i casi previsti dalla vigente normativa in materia, ai Comuni di competenza il

possesso dei requisiti soggettivi previsti di cui all'art. 5 del Decreto Legislativo 114/98.

2. I Comuni provvedono ad annotare i dati necessari sull'autorizzazione.

 Art. 35 - Definizione, ubicazione e organico dei mercati

1. Ai fini dell'applicazione della presente legge, per mercato si intende la concentrazione di una pluralità di

posteggi compresi quelli connessi a produttori diretti, ubicati su spazio pubblico o privato appositamente

attrezzato per la vendita al dettaglio di merci varie e si svolge nei limiti di spazio e nel giorno fissato così

come stabilito nella deliberazione istitutiva.

2. I mercati sono distinti in:

a) mercati giornalieri nei quali operano esercizi delle merceologie alimentari e non alimentari;

b) mercati giornalieri specializzati in particolari merceologie;

c) mercati con periodicità non giornaliera;

d) mercati con periodicità non giornaliera specializzati in particolari merceologie;

e) fiere-mercato specializzate di oggetti usati, anticherie, opere d'arte di pittura e scultura, collezionismo,

hobbismo e affini, fumetti, libri, stampe, fiori, piante ed affini, animali.

3. La definizione delle aree di mercato devono tener conto:

a) delle previsioni contenute negli strumenti urbanistici vigenti, attesa la validità decennale del posteggio;

b) delle norme in materia di viabilità;

c) delle limitazioni e dei divieti posti a tutela delle aree aventi valore archeologico, storico, artistico e

ambientale;

d) delle prescrizioni di carattere igienico e sanitario;

e) di altro motivo di pubblico interesse;

f) sagre.

4. Per i mercati non specializzati devono essere previste due zone distinte riservate rispettivamente ai

venditori di generi alimentari ed ai venditori di generi non alimentari.

5. Il Comune provvede a dotare la zona adibita alla vendita di generi alimentari di strutture igienicamente

idonee.

6. Apposite aree di mercato devono essere riservate ai produttori diretti.

7. Il Comune dovrà esprimere opportune indagini per verificare che i produttori diretti vendano

esclusivamente merci di propria produzione.

 Art. 36 - Istituzione di un mercato

1. Nel rispetto dell'art. 6, comma 3 e dell'art. 28, comma 13 del Decreto Legislativo 114/98, la Regione

definisce i criteri generali ai quali i Comuni devono attenersi per la determinazione delle aree e del numero

dei posteggi da destinare allo svolgimento dell'attività nel caso di istituzione di nuovi mercati, ivi compresi

quelli destinati a merceologie esclusive. Nelle norme dell'adozione di tali criteri, i Comuni possono procedere

secondo le disposizioni dei successivi commi del presente articolo.

2. L'istituzione di un mercato è disposta con deliberazione del Consiglio Comunale, previa consultazione

delle organizzazioni dei consumatori delle imprese del commercio, maggiormente rappresentate a livello

regionale.

3. Nella deliberazione debbono essere indicati:

a) l'ubicazione del mercato e la sua periodicità;

b) l'organico dei posteggi;

c) il numero dei posteggi riservati ai coltivatori diretti;

d) le attrezzature pubbliche, i servizi comunali e le disposizioni di cui al presente articolo.

4. La deliberazione del Consiglio Comunale deve essere trasmessa alla Giunta Regionale, Settore Sviluppo

e Promozione delle Attività Commerciali.

5. Qualora più soggetti, purché operatori su aree pubbliche, riunite in consorzio o società consortile, mettano

a disposizione del Comune un'area mercatale, essa può essere destinata a tale attività, se compatibile con

le destinazioni urbanistiche, ed i soggetti stessi hanno diritto alle rispettive concessioni di posteggio.

 Art. 37 - Ampliamento e mutamento della periodicità dei mercati

1. Per l'ampliamento ed il numero della periodicità, nel senso di aumento di frequenza dei giorni di mercato,

di mercati esistenti, si applicano le stesse norme previste per la istituzione dei nuovi mercati.

 Art. 38 - Modificazione dei mercati

1. Il trasferimento di un mercato nell'ambito del territorio comunale, la modifica della composizione

dell'organico, la diminuzione del numero dei posteggi, la diminuzione della periodicità nonché la variazione

del giorno in cui si effettua il mercato, sono deliberati dal Consiglio Comunale con le stesse modalità previste

per l'istituzione di nuovi mercati.

2. La diminuzione dei posteggi, la modifica della composizione dell'organico e la diminuzione della

periodicità possono essere proposte sulla base di documentata diminuzione della domanda dei consumatori.

3. La eventuale sospensione per i rilevanti motivi di carattere igienico sanitario deve riguardare

esclusivamente il settore alimentare, consentendo che il settore non alimentare possa continuare l'attività

secondo calendario, con preventiva informativa alla Commissione di mercato.

4. La sospensione ad horas del mercato può essere disposta dal Sindaco in caso di comprovate esigenze di

ordine pubblico, igienico-sanitario o in caso di calamità naturali.

 Art. 39 - Dimensioni, attrezzature e parcheggi

1. Le dimensioni globali delle aree occupate dai mercati di ogni tipo esclusi i parcheggi, devono essere tali

da consentire all'operatore una adeguata disposizione delle merci oggetto dell'attività.

2. Le corsie di passaggio fra le installazioni degli esercizi dei nuovi mercati non potranno essere inferiori a

metri 2,50.

3. I posteggi devono avere una superficie utile da poter essere utilizzati anche dagli automezzi attrezzati con

punti di vendita.

4. Tra un posteggio e l'altro dovrà essere previsto uno spazio divisorio nella misura compresa tra m. 0,50 e

m. 1,00 e dovrà essere lasciato sempre libero da cose e attrezzature.

5. L'eventuale tendone a copertura del banco deve essere situato ad una altezza minima del suolo di m. 2

misurati nella parte più bassa.

6. L'istituzione dei nuovi mercati giornalieri o periodici è condizionata dalla realizzazione di adeguati impianti

e servizi con carattere di particolare funzionalità e stabilità per quelli giornalieri, in ottemperanza a quanto

disposto dalle vigenti norme sanitarie emanate dal competente Ministero.

 Art. 40 - Mercati domenicali e festivi

1. E' consentito lo svolgimento di mercati nei giorni domenicali e festivi ai:

a) mercati che al momento dell'entrata in vigore del Decreto Legislativo 114/98 venivano già svolti in detti

giorni e quindi possono continuare la loro attività con le modalità già previste;

b) fiere-mercato caratterizzate da una determinata specializzazione merceologica, di cui alla lettera a)

dell'art. 35 della presente legge, istituita dai Comuni stessi.

2. Durante lo svolgimento dei mercati di cui alle lettere a) e b) del presente articolo è consentito agli

operatori al dettaglio, diversi dai commercianti su aree pubbliche, di tenere aperti gli esercizi.

3. Sono fatte salve comunque le deroghe alla chiusura domenicale e festiva stabilite dalle vigenti norme

statali e regionali in materia di orari per gli esercizi commerciali.

 Art. 41 - Criteri per la concessione e la revoca dei posteggi

1. La concessione dei posteggi ha validità decennale e può essere tacitamente rinnovata.

2. L'assegnazione dei posteggi disponibili deve avvenire mediante bando di gara.

3. Le domande sono inviate direttamente al Sindaco del Comune sede di posteggio, mediante

raccomandata, con le modalità e nei termini stabiliti dagli avvisi pubblici.

4. Le assegnazioni sono fatte in base a graduatoria delle domande secondo i seguenti criteri di priorità:

a) richieste di posteggio aggiuntivo da parte di soggetti già titolari di autorizzazioni di tipo A all'esercizio del

commercio su aree pubbliche, purché il numero complessivo dei posteggi non superi le sette unità;

b) in subordine al precedente criterio, maggior numero di presenze effettive cumulate dall'operatore nel

mercato oggetto del bando, così come risulta dalla documentazione agli atti del Comune;

In ulteriore subordine progressivo:

c) anzianità di rilascio della autorizzazione amministrativa;

d) anzianità della iscrizione al registro delle imprese;

e) numero familiari a carico;

f) anzianità del richiedente;

g) presenza nel nucleo familiare di portatore di handicap.

5. L'operatore che, a seguito di partecipazione a più bandi di concorso, risulti assegnatario di un numero di

posteggi eccedente i limiti prefissati di cui alla lettera a) del comma 4 del presente articolo, deve effettuare

specificazione opzione, presentando rinuncia dei posteggi in eccedenza ai Comuni sede di detti posteggi,

prima del rilascio del titolo di concessione.

6. I Comuni sede di posteggio per i quali è stata effettuata la rinuncia assegneranno gli stessi agli operatori

aventi titolo o alle eventuali riserve degli idonei secondo l'ordine della relativa graduatoria.

7. Le concessioni dei posteggi ai coltivatori diretti, ai mezzadri e ai coloni, i quali intendono esercitare nelle

aree appositamente previste nei mercati periodici, sono effettuate dai Comuni sede di mercato secondo

quanto stabilito dal regolamento del mercato stesso.

8. Nell'assegnazione dei posteggi in mercati di nuova istituzione le priorità di cui ai precedenti commi vanno

applicate limitatamente al 50 per cento dei posteggi disponibili. Il rimanente 50 per cento va riservato:

a) la metà ad operatori con un numero di concessioni di posteggio complessivamente possedute minori di

tre, con priorità determinata in misura inversamente proporzionale al numero di posteggi posseduti ed in

subordine secondo le lettere c), d), e), f), g) del comma 4 del presente articolo;

b) la rimanente metà ad operatori completamente sprovvisti di concessione di posteggio con priorità

secondo i precedenti commi.

9. Il Comune può autorizzare lo scambio di posteggi fra operatori nell'ambito dello stesso mercato ed

esclusivamente per posteggi localizzati nello stesso settore merceologico, può altresì consentire il cambio di

posteggio con uno disponibile e non ancora comunicato alla Regione ai fini della pubblicazione dei Bandi di

concorso.

10. In caso di richieste concorrenti verrà applicato il criterio di priorità all'uopo previsto nel regolamento

comunale di mercato.

11. Le aree su cui si svolgono fiere, fiere-mercato o sagre devono essere distinte dalle aree in cui si

svolgono i mercati periodici o giornalieri. Le assegnazioni dei posteggi sono stabilite dal Sindaco in base ai

criteri stabiliti nel provvedimento d'istituzione.

12. I posteggi liberi non ancora oggetto di bando e quelli non occupati temporaneamente dai titolari della

relativa concessione sono assegnati giornalmente ai soggetti legittimi ad esercitare il commercio su aree

pubbliche che vantino il più altro numero di presenze nel mercato di cui trattasi.

13. Nelle fiere-mercato specializzate di cui alla lettera a) del comma 2, art. 35, della presente legge, i

Comuni, nel relativo provvedimento d'istituzione, possono riservare posteggi ad artigiani nonché ai soggetti

che intendano esporre e/o vendere opere di pittura, scultura, di grafica ed oggetti di antichità o di interesse

storico o archeologico. Possono, inoltre, partecipare a dette manifestazioni i soggetti che non esercitano

l'attività commerciale in modo professionale, ma vendono beni ai consumatori in modo del tutto sporadico ed

occasionale.

In occasione di fiere-mercato o sagre o di altre riunioni straordinarie di persone, il Comune può

concedere autorizzazioni temporanee.

15. La conservazione del posteggio in caso di assenza è regolata secondo i limiti stabiliti dal comma 4, lett. b

dell'art. 29 del Decreto Legislativo 114/98.

16. Per la revoca e/o decadenza del posteggio si applica quanto previsto dall'articolo 29 del Decreto

Legislativo 114/98.

Art. 42 - Trasmissione della concessione dei posteggi

1. La concessione dei posteggi è strettamente personale. Il trasferimento della autorizzazione, consentito

solo se avviene con la cessione dell'azienda in proprietà, comporta anche il passaggio della concessione dei

posteggi al subentrante.

2. Il subentrante in possesso dei requisiti di cui all'art. 5 del Decreto Legislativo 114/98 deve comunicare

l'avvenuto subingresso entro sei mesi, pena la decadenza del diritto di esercitare l'attività del dante causa,

salvo proproga di ulteriori 30 giorni in caso di comprovata necessità.

3. Il subentrante per causa di morte ha comunque la facoltà di continuare provvisoriamente l'attività fino alla

regolarizzazione prescritta dal comma precedente, fermo restando il rispetto dei termini di decadenza

indicati da detto comma.

 Art. 43 - Schedario delle imprese che esercitano il commercio su aree pubbliche

1. I Comuni sono obbligati a tenere uno schedario cartaceo o su supporto magnetico dal quale risultino, per

ogni autorizzazione in carico:

a) nome, cognome, domicilio, numero di codice fiscale e di partita Iva del titolare dell'autorizzazione;

b) numero e tipologia dell'autorizzazione;

c) numero di iscrizione nel registro delle imprese presso la Camera di Commercio competente;

d) estremi della concessione dei posteggi, nonché l'ubicazione, la periodicità, il numero identificativo e la

superficie;

e) settori merceologici autorizzati.

2. Su tale schedario dovranno essere riportati tutti gli eventi riguardanti l'autorizzazione ed i posteggi

(subingresso, cambiamenti di residenza del titolare, sospensione, revoche, decadenza, altre variazioni).

 Art. 44 - Comunicazioni alla Regione

1. Entro il 30 luglio di ogni anno, i Comuni sono tenuti a trasmettere alla Regione, Settore Sviluppo e

Promozione delle Attività Commerciali, i dati sulle autorizzazioni rilasciate.

2. La Regione si riserva di predisporre modelli sui quali i Comuni dovranno riportare i dati delle rilevazioni

annuali.

3. I Comuni devono, infine, inviare al Settore Sviluppo e Promozione delle Attività Commerciali, entro il 30

novembre di ogni anno le notizie relative alle fiere-mercato o sagre, ai sensi dell'art. 7 della L.R. 4 aprile

1995 n. 11, per l'inserimento delle stesse nel Calendario Regionale.

 Art. 45 - Sanzioni

1. Le sanzioni amministrative sono applicate dal Comune ove si è verificata l'infrazione, secondo quanto

previsto dall'art. 29 del Decreto Legislativo 114/98.

 Art. 46 - Indirizzi per la definizione dei canoni per la concessione del posteggio

1. I canoni minimi e massimi delle tasse di posteggio applicabili dai Comuni in relazione alla classe di

appartenenza sono fissati come segue:

CLASSE INTERVALLI (Lire)

I 100-150 al mq. per giornata

II 80-130 al mq. per giornata

III 60-110 al mq. per giornata

IV 40-90 al mq. per giornata

V 20-70 al mq. per giornata

2. Detta tassa potrà essere applicata solo da quei comuni i quali abbiano dotato le aree di infrastrutture e

servizi di beni essenziali, quali: asfaltatura o pavimentazione, allacciamenti elettrici, idrici e fognari, servizi e

parcheggi ai sensi di quanto stabilito dalla presente normativa.

3. I limiti della tassa di posteggio relativi al mq. annuo sono ricavibili da quelli giornalieri moltiplicati per 40

settimane e per sette giorni per gli operatori che occupano permanentemente il suolo pubblico, per il numero

di giornate di mercati per gli operatori titolari di posteggi nei mercati periodici.

4. I Comuni, nell'ambito dei limiti minimi e massimi sopra indicati, possono graduare nel tempo il previsto

incremento della tassa di posteggio. Inoltre il livello di detta tassa potrà essere differenziato nell'ambito del

territorio comunale per tener conto delle diverse tipologie di mercato. Analoga differenziazione può essere

prevista a seconda della stagionalità dell'attività di mercato e dell'esistenza o meno di consistenti flussi

turistici.

5. I canoni di cui al comma 1 sono sottoposti a revisione triennale della Giunta Regionale.

6. I Comuni possono istituire forme di abbonamento per un minimo di 40 settimane annue, il cui importo

medio per giornata di frequenze non potrà comunque scendere al di sotto dell'aliquota minima stabilita per il

Comune interessato.

7. I Comuni possono disporre la esenzione completa o parziale dei tributi locali nell'interesse dei

consumatori mediante l'incentivazione della presenza del commercio su aree pubbliche.

8. L'elenco dei Comuni compresi in ciascuna delle 5 classi è quello determinato dalla deliberazione di Giunta

regionale n. 6858 del 7 luglio 1996 pubblicata sul BURC n. 58 del 16 settembre 1996.